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Il mio pranzo a L'Osteria Del Portone

 

 

Ho attraversato l'Arco della Pace, mi sono goduta la tranquillità di un parco verde in una calda domenica di giugno, ho ammirato la bellezza 
del Castello Sforzesco pieno di turisti provenienti da ogni parte del mondo e infine ho raggiunto il Duomo che 
sotto i raggi del sole ha sempre il suo fascino e ho cercato un taxi per allontanarmi dal caos e andare a pranzare in un posticino che altro non era che l'emblema della serenità 

Avendo visitato molte isole in cui la natura era l'unica e sola protagonista, quando ho varcato la soglia della porta dell'Osteria Del Portone, 
ho subito avvertito la sensazione di tornare indietro nel tempo e in quei luoghi di cui ricordo ancora il profumo dell'erba e 
la sublime freschezza del vento che spingeva le foglie a sfiorarsi e a produrre l'unico suono udibile. 

Ho attraversato il giardino, mi sono accomodata al tavolo che mi è stato indicato e da qui è 

iniziato un bellissimo pranzo ! 
Sono stata accolta da chi ha dato voce alla passione e ha saputo raccontarmi l'ideologia sulla quale si fonda l'intera storia dell'Osteria Del Portone 
e la cura e la dedizione con la quale vengono selezionati gli ingredienti. 

Alla fine del racconto avevo già capito che ogni piatto avrebbe saputo sorprendermi e che di quel posticino nascosto avrei portato un bel ricordo. 

Scelgo sempre di provare diverse proposte per darmi la possibilità di avere una visione quanto più ampia possibile di ciò che propone e 
vuole trasmettere al cliente lo Chef. 

Gli antipasti che ho scelto sono stati due : 

- Tartare di cavallo " Macelleria Pellegrini " con l'uovo " Parisi " 

- Carpaccio celtico di Chianina, panzanella al crauti rosso, strada affumicata e buratta 

Ho inevitabilmente fatto un confronto tra i due antipasti e secondo il mio parere , il podio spetta indubbiamente alla tartare . 
La carne era delicatamente condita e poi la visione del tuorlo che si rompe e ricopre la tartare e il sapore di entrambi che si miscelano 
sono stati a dir poco orgasmatici . 

Poi ho proseguito con l'assaggio di due primi : 

- Il Riso Carnaroli della Riserva San Massimo mantecato al caprino di Montevecchia al profumo di limone e rosmarino con polvere di liquirizia 

- Tortelli al cacio e pepe, vellutata di fave e guanciale croccante 

Qui devo dire che la scelta del piatto migliore è stata ardua perché i sapori erano talmente differenti che la possibilità di optare 
per uno piuttosto che per un altro potrebbe risultare impossibile, ma io non credo che esistano cose impossibili quindi mi 
sono pronta a dare il mio giudizio. 
Anche se solo per pochissimo, io ho preferito il risotto. Era perfettamente mantecato e la polvere di liquirizia era un dettaglio talmente importante 
che senza, l'intero piatto, avrebbe perso armonia.. E per dirla tutta mi sarei concessa persino il bis. 
I tortelli erano buonissimi e la cosa che ho apprezzato di più è stato il contrasto tra la consistenza e la freschezza della vellutata di fave 
con il sapore deciso del cacio e la croccantezza del guanciale.

Ovviamente non mi sono fermata , e ho continuato con l'assaggio di due secondi: 

- Petto d'anatra cotto a bassa temperatura con purè di sedano rapa, aceto di lamponi e cipolla caramellata

- Pescatrice alla plancia con emulsione alla carbonara, asparagi e guanciale

Devo dire che a questo punto ero davvero piena, ma io le porto sempre a termine e dunque in questo caso la scelta del miglior piatto ricade sul petto d'anatra.
La cottura era perfetta, la pelle conferiva croccantezza e l'aceto di lamponi dava il giusto tocco di freschezza. 

Per terminare il pranzo sentivo il bisogno di scegliere qualcosa di fresco e leggero, quindi ho optato per un tris di sorbetti .

Pompelmo , fragola e ciliegia 

Adesso dovrei dirvi che il mio pranzo a L 'Osteria Del Portone si è concluso così , e invece no, vi dico che la storia continua. 
Al tavolo mi sono stati portati ben sette amari provenienti da diverse parti d'Italia e mi sono stati descritti con precisione uno ad uno. 
Alla fine mi è stata lasciata la possibilità di scegliere e di provare quelli a mio parere più interessanti. 

Ne ho assaggiati diversi, ma la mia sicilianità è venuta fuori e la mia preferenza è andata ad un amaro Made in Sicily , 
SOLERNO. 

Prima di andare via mi è stata mostrata l'intera struttura risalente al 1722 e la parte più bella è stata sicuramente quella dedicata alla visita della cantina. 
La Cantina dell'Osteria del Portone propone infatti circa 200 etichette che sono frutto di un'attenta e curata ricerca basata soprattutto 
sull'autenticità e naturalità nel rispetto del territorio. 
Un posto bello e direi quasi magico . 

Dopo questa punta di magia, nell'attesa che venisse un taxi a prendermi, ne ho approfittato per scambiare quattro chiacchiere con lo Chef Luca , 
ed è stato bello riconoscere in lui ciò che avevo percepito nei piatti. 

L'Osteria Del Portone si trova in Via Conciliazione , 27 Melegnano . 

Spero di tornare presto e intatto vi lascio con tutte le foto dei piatti . 

 

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About me

Mi chiamo Giulia Iannaccone ho 21 anni e vivo a Priolo Gargallo , un piccolo paesino della Sicilia in provincia di Siracusa . 

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